Chi siamo? Da dove veniamo? Che lavoro facciamo?

maggio 23, 2009

Succede che un giorno decidi di candidarti alle elezioni amministrative del Comune vicino.
Succede che per preparare il materiale propagandistico ti chiedano una fotografia e ti pongano la fatidica domanda: “Professione?”

Avrei avuto meno problemi a rispondere se a tre anni mi avessero chiesto se volevo più bene alla mamma o al papà.


EuroMayDay 2009

aprile 21, 2009

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La precarizzazione è diventata la norma: lavori temporanei, salari bassi, disoccupazione. Fili spinati, uniformi e centri di detenzione proteggono la Fortezza Europa, cercando di escludere e perseguitare centinaia di donne, uomini, bambini e bambine. Polizia e militari sono per le strade e manovrano telecamere ed elicotteri. Il controllo è ovunque, favorito da leggi antiterrorismo che organizzano la repressione.

I mass media cercano con una mano di tenere fermo il coperchio di un calderone che ribolle, mentre con l’altra cercano di convincerci a continuare a consumare. Un serpente che si morde la coda. I fratelli e le sorelle dei Sud del mondo pagano il conto, altrettanto facciamo noi.

Le specie in via di estinzione sono l’immagine delle nostre future generazioni. Intanto le banche continuano a buttare miliardi nel cesso.

Non c’è dubbio, viviamo giorni felici!

“La crisi, la crisi, la crisi…”, ecco la colonna sonora dell’universo intero. Ma quale crisi? Gli economisti annunciano la fine del neoliberasmo, dopo averlo sponsorizzato per anni. Le banche ci illuminano con una rivelazione: il denaro non e’ un problema. Insomma, tutto e’ possibile…

Non c’è via di fuga: o ci si nasconde o ci si batte. Contro il nuovo contratto sociale, le nuove forme di alienazione e di sfruttamento, la precarizzazione che si estende ad ogni ambito della vita. Dobbiamo gestire la precarità e il disastro contemporaneamente? Ma vivere la precarietà è già una crisi permanente, affrontiamo già il disastro. La crisi è un’onda che ci travolge: possiamo cavalcarla o farci trascinare a fondo.

E’ semplice: le nostre battaglie avvengono nella vita quotidiana. Le nostre strade attraversano i confini, che siano nazionali, di genere o sociali. Le nostre lotte sono alla luce del sole, le rivendicazioni che facciamo sono chiare. Parliamo all’Europa e ci rivolgiamo al mondo intero: vogliamo surfare sulla cresta di questa onda, è arrivato il nostro turno. Tra il 30 di aprile e il Primo maggio ci riprenderemo il potere, ispirati dalla nostra creatività e spinti a tutta velocità dalla nostra forza. Noi e tutti coloro che vorranno aggregarsi. Le banche sono dappertutto, assediano la nostra vita in ogni sua parte, anche se sono moribonde. I mercati internazionali ci hanno insegnato che basta estrarre una carta (di credito) per far collassare l’intero castello.

Per questa May Day, conosciamo i nostri obiettivi!

MayDay, make them pay!

Milano, primo maggio, Porta ticinese ore 15.00

http://www.euromayday.org


Non ci facciamo mancare proprio niente.

marzo 31, 2009

Perché non provare l’esperienza del mobbing, eh?


Sull’origine delle specie per mezzo della selezione naturale o la preservazione delle razze favorite nella lotta per la vita

marzo 29, 2009

Se Darwin fosse vivo oggi studierebbe un fenomeno interessante, l’evoluzione della specie umana ai tempi del precariato.

Ed ecco cosa potrebbe scrivere.

L’homo precarius è la particolare evoluzione dell’homo sapiens sapiens dovuta ad alcuni decenni di precarizzazione spinta e selvaggia del mondo del lavoro caratterizzata da abuso di contratti di lavoro a tempo determinato, totale assenza di ammortizzatori sociali, annientamento di ogni forma di tutela del lavoratore.

L’homo precarius si distingue dall’homo sapiens sapiens per il cinismo, l’egoismo, l’assoluta estraneità al concetto di “integrità morale”.
L’homo precarius è un essere fortemente individualista, e a differenza degli altri primati e dell’homo sapiens sapiens, non è affatto un animale sociale. Tende a vivere in gruppo, appoggiandosi ad altri individui, per lo più della stessa specie, ma per puro opportunismo, per ottenere dagli altri ciò che non sa procurarsi da solo.

Ecco, credo che in questa nuova lotta per la sopravvivenza io soccomberò, perché le caratteristiche dell’homo precarius non mi appartengono proprio per niente.


Dimissioni?

marzo 27, 2009

Viene spontaneo chiedersi perché non ho ancora mollato questo lavoro.

Le ragioni sono essenzialmente due.
Intanto perché s’ha da campa’. E coi tempi che corrono buttalo via un lavoro a due passi da casa. E interessante, peraltro.
E poi perché la volta che me ne sono andata sbattendo la porta e urlando che davo le dimissioni perché non sopportavo più di lavorare in queste condizioni e con questa gente non mi hanno presa sul serio.


Il bicchiere mezzo pieno e il bicchiere mezzo vuoto

marzo 25, 2009

Il bello di un contratto a progetto è che non ci sono orari da rispettare e cartellini da timbrare.
Il bello di un contratto a progetto è che non si è obbligati ad andare in ufficio e si può anche lavorare da casa, dalla casa al mare, da casa di un’amica…

Il brutto di un contratto a progetto è che un giorno arrivi in ufficio e non c’è più l’ufficio.


Qui si scrive poco…

marzo 23, 2009

…e non per mancanza di argomenti, anzi.

Probabilmente è l’abbondanza che crea confusione e rende difficile raccogliere il filo per tessere un racconto.

Negli ultimi mesi è successo che:
– il consorzio per cui lavoravo con contratto a tempo indeterminato è stato liquidato e con esso il mio contratto;
– mi hanno spostata a lavorare ad un altro consorzio, socio del primo, con contratto a progetto;
– no, aspetta un po’. Per avere quel contratto a progetto ho dovuto aspettare quasi tre mesi;
– il contratto era di tre mesi;
– dopo avermi fatto aspettare tutto questo tempo, il presidente del consorzio voleva che la sua firma sul contratto  la facessi io perché lui non poteva passare dal commercialista. Doveva andare a caccia;
– mi è stato rinnovato il contratto per altri tre mesi, quindi fino a fine aprile è festa grossa.

Precariato, un’emozione da vivere.


Vita a tempo determinato

maggio 25, 2008

Una non fa in tempo a riprendersi dall’emozione di avere un contratto a tempo indeterminato che subito la realtà le ripiomba addosso facendole sapere che probabilmente è il suo luogo di lavoro ad essere a tempo determinato. Nel senso che qui si chiude la baracca, prima di dichiarare fallimento, per poi, forse, aprire ad altre condizioni.

Aspettiamo di saperne di più…stay tuned!


Senza parole.

aprile 15, 2008


R-esistenza

aprile 1, 2008

La vostra Precaria preferita è anche recidiva. Oltre a un sacco di altre cose poco lusinghiere.

Essì, perché la qui presente sottoscritta iomemedesima mica imparo dagli errori. No, se possibile li ripeto cercando di farli ancora più grandi della prima volta.

Tutto questo per dire che non contenta di come erano andate le cose l’anno scorso, ha deciso di organizzare di nuovo Duemila Resistenze  incappando nuovamente nell’allegro duo delle Assessore Idiote che sembrano provare un piacere perverso nel porre condizioni demenziali a chi si fa il mazzo per organizzare una cosa grande e bella per un giorno importante come il 25 aprile.

Volete sapere qual è l’ultima che si sono inventate? Vogliono che forniamo loro entro venerdì una lista delle associazioni e delle realtà che, come ogni anno, inviteremo a fare banchetti durante la giornata. Perché? Semplice! Per passarla al vaglio della censura e decidere chi può e chi non può presentarsi il 25 aprile a Felina secondo il LORO insindacabile giudizio.

Ma non c’è nessun problema. Noi ufficialmente non invitiamo nessuno. Ufficiosamente CHIUNQUE di voi voglia venire o conosca qualcuno che vuole venire con un banchetto (ma anche senza) ci contatti tramite il sito di Duemila Resistenze: http://www.duemilaresistenze.it


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