Siamo flessibili, a tempo, intermittenti. Collaboriamo a progetto, rispondiamo a chiamata.
Anche i nostri sogni sono intermittenti e a tempo. Le nostre certezze non sono né coordinate né continuative. Viviamo a progetto. Viviamo in bilico, in un equilibrio precario tra i conti da pagare e lo stipendio che non basta mai.
Siamo funambole del pagamento dell’affitto, trapeziste del 3×2, incastriamo orari di tre-quattro lavori diversi come fossero pezzi di un puzzle.
Per poter un giorno avere una famiglia sacrifichiamo ogni giorno la nostra vita privata.
Ma non ci arrendiamo: promuoviamo nel quotidiano la partecipazione, l’autoproduzione, la cooperazione. E manteniamo la giusta dose di criticità e di ironia che ci permette di ridere di quanto ci succede.