I grandi quesiti

luglio 31, 2007

Essere o non essere?
Denunciare quello che mi è successo e farmi massacrare da una schiacciasassi, sicura non troverò mai più un lavoro in zona, o tacere a far sì che nulla cambi mai?

Infinita stima a chi ha la risposta giusta.

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4 Risposte to “I grandi quesiti”

  1. Ruggero Says:

    Infinita solidarietà a te.
    Il mio consiglio è: 2 mesi di cococo non ti servono a un cazzo di nulla.
    Il mio consiglio sarebbe: farti pagare IN NERO rialzando la cifra, in quanto si può giocare sul senso di colpa.
    Dopodiché impossessarti di tutto il materiale di lavoro possibile e/o operare in modo da renderti *indispensabile*
    Fra 2 mesi ridiscutere altro contratto e/o aumento di danaro.

    Prendi nota: diventa cattiva cattiva cattiva.

  2. Panzallaria Says:

    infinita stima a chi ha la risposta giusta…

    da fuori ti direi cose piene di orgoglio femminile e lavorativo.
    da dentro non deve mica essere tanto facile eh?

    un caro saluto
    panz

  3. rospo Says:

    Alla fine si decide di fare quello che non è giusto. Non in assoluto, almeno, ma lo è per quel fagiolo che sta crescendo nella pancia, che si nutrirà di cibo e non di questioni di principio, che con quegli ideali non potrà nemmeno pulirsi il culo, ché per quello servono pannolini costosissimi.
    Non è giusto ma la fagiolina ci ringrazierà molto quando sarà in grado di capire. Perché sicuramente capirà, e non ci vorrà male perché, per una volta, abbiamo abdicato ai nostri ideali per pensare alla pancia.

    Che poi, in questi mesi, sono successe tante cose.
    Per via della mia incazzatura di cui si parlava molto nella nostra Camera del Lavoro locale, dove mi aiutavano a trovare una soluzione dignitosa alla mia situazione, un partigiano vecchio ma ancora influente ha provato schifo per quanto mi stava succedendo. E avendo saputo che nel frattempo avevo avuto un colloquio con la cooperativa di cui è presidente un suo amico ha chiamato l’amico “incoraggiandolo” ad aiutarmi. Perché, testuali parole “in questa provincia abbiamo sistemato cani e porci, è una vergogna che una ragazza così la lasciamo nella merda in questo modo”.
    E così da allora ho un lavoro part time, a tempo determinato fino a fine febbraio. Al momento stiamo addirittura lavorando per trasformare il mio contratto in tempo indeterminato.
    Tra due mesi inizierò i miei cinque mesi di maternità e mi sembra ancora un sogno che tutto si sia risolto così bene e così in fretta.

    Resta il fatto che ovviamente con l’ANPI non voglio avere più niente a che fare, anche se continuerò sicuramente il mio impegno antifascista.

  4. prime Says:

    @rospo
    Un caso che fa scuola il tuo.

    @Igrandiquesiti
    grande rispetto per te.
    Secondo noi la cosa migliore che puoi fare è prendere il possibile, e andare via.
    Un lavoro migliore, se sei davvero brava e vali veramente, lo trovi senza problemi.


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