Archive for marzo, 2009

Non ci facciamo mancare proprio niente.

marzo 31, 2009

Perché non provare l’esperienza del mobbing, eh?

Sull’origine delle specie per mezzo della selezione naturale o la preservazione delle razze favorite nella lotta per la vita

marzo 29, 2009

Se Darwin fosse vivo oggi studierebbe un fenomeno interessante, l’evoluzione della specie umana ai tempi del precariato.

Ed ecco cosa potrebbe scrivere.

L’homo precarius è la particolare evoluzione dell’homo sapiens sapiens dovuta ad alcuni decenni di precarizzazione spinta e selvaggia del mondo del lavoro caratterizzata da abuso di contratti di lavoro a tempo determinato, totale assenza di ammortizzatori sociali, annientamento di ogni forma di tutela del lavoratore.

L’homo precarius si distingue dall’homo sapiens sapiens per il cinismo, l’egoismo, l’assoluta estraneità al concetto di “integrità morale”.
L’homo precarius è un essere fortemente individualista, e a differenza degli altri primati e dell’homo sapiens sapiens, non è affatto un animale sociale. Tende a vivere in gruppo, appoggiandosi ad altri individui, per lo più della stessa specie, ma per puro opportunismo, per ottenere dagli altri ciò che non sa procurarsi da solo.

Ecco, credo che in questa nuova lotta per la sopravvivenza io soccomberò, perché le caratteristiche dell’homo precarius non mi appartengono proprio per niente.

Dimissioni?

marzo 27, 2009

Viene spontaneo chiedersi perché non ho ancora mollato questo lavoro.

Le ragioni sono essenzialmente due.
Intanto perché s’ha da campa’. E coi tempi che corrono buttalo via un lavoro a due passi da casa. E interessante, peraltro.
E poi perché la volta che me ne sono andata sbattendo la porta e urlando che davo le dimissioni perché non sopportavo più di lavorare in queste condizioni e con questa gente non mi hanno presa sul serio.

Il bicchiere mezzo pieno e il bicchiere mezzo vuoto

marzo 25, 2009

Il bello di un contratto a progetto è che non ci sono orari da rispettare e cartellini da timbrare.
Il bello di un contratto a progetto è che non si è obbligati ad andare in ufficio e si può anche lavorare da casa, dalla casa al mare, da casa di un’amica…

Il brutto di un contratto a progetto è che un giorno arrivi in ufficio e non c’è più l’ufficio.

Qui si scrive poco…

marzo 23, 2009

…e non per mancanza di argomenti, anzi.

Probabilmente è l’abbondanza che crea confusione e rende difficile raccogliere il filo per tessere un racconto.

Negli ultimi mesi è successo che:
– il consorzio per cui lavoravo con contratto a tempo indeterminato è stato liquidato e con esso il mio contratto;
– mi hanno spostata a lavorare ad un altro consorzio, socio del primo, con contratto a progetto;
– no, aspetta un po’. Per avere quel contratto a progetto ho dovuto aspettare quasi tre mesi;
– il contratto era di tre mesi;
– dopo avermi fatto aspettare tutto questo tempo, il presidente del consorzio voleva che la sua firma sul contratto  la facessi io perché lui non poteva passare dal commercialista. Doveva andare a caccia;
– mi è stato rinnovato il contratto per altri tre mesi, quindi fino a fine aprile è festa grossa.

Precariato, un’emozione da vivere.