EuroMayDay 2009

aprile 21, 2009

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La precarizzazione è diventata la norma: lavori temporanei, salari bassi, disoccupazione. Fili spinati, uniformi e centri di detenzione proteggono la Fortezza Europa, cercando di escludere e perseguitare centinaia di donne, uomini, bambini e bambine. Polizia e militari sono per le strade e manovrano telecamere ed elicotteri. Il controllo è ovunque, favorito da leggi antiterrorismo che organizzano la repressione.

I mass media cercano con una mano di tenere fermo il coperchio di un calderone che ribolle, mentre con l’altra cercano di convincerci a continuare a consumare. Un serpente che si morde la coda. I fratelli e le sorelle dei Sud del mondo pagano il conto, altrettanto facciamo noi.

Le specie in via di estinzione sono l’immagine delle nostre future generazioni. Intanto le banche continuano a buttare miliardi nel cesso.

Non c’è dubbio, viviamo giorni felici!

“La crisi, la crisi, la crisi…”, ecco la colonna sonora dell’universo intero. Ma quale crisi? Gli economisti annunciano la fine del neoliberasmo, dopo averlo sponsorizzato per anni. Le banche ci illuminano con una rivelazione: il denaro non e’ un problema. Insomma, tutto e’ possibile…

Non c’è via di fuga: o ci si nasconde o ci si batte. Contro il nuovo contratto sociale, le nuove forme di alienazione e di sfruttamento, la precarizzazione che si estende ad ogni ambito della vita. Dobbiamo gestire la precarità e il disastro contemporaneamente? Ma vivere la precarietà è già una crisi permanente, affrontiamo già il disastro. La crisi è un’onda che ci travolge: possiamo cavalcarla o farci trascinare a fondo.

E’ semplice: le nostre battaglie avvengono nella vita quotidiana. Le nostre strade attraversano i confini, che siano nazionali, di genere o sociali. Le nostre lotte sono alla luce del sole, le rivendicazioni che facciamo sono chiare. Parliamo all’Europa e ci rivolgiamo al mondo intero: vogliamo surfare sulla cresta di questa onda, è arrivato il nostro turno. Tra il 30 di aprile e il Primo maggio ci riprenderemo il potere, ispirati dalla nostra creatività e spinti a tutta velocità dalla nostra forza. Noi e tutti coloro che vorranno aggregarsi. Le banche sono dappertutto, assediano la nostra vita in ogni sua parte, anche se sono moribonde. I mercati internazionali ci hanno insegnato che basta estrarre una carta (di credito) per far collassare l’intero castello.

Per questa May Day, conosciamo i nostri obiettivi!

MayDay, make them pay!

Milano, primo maggio, Porta ticinese ore 15.00

http://www.euromayday.org

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